Note di Michelangelo Asson (1864)


“L’INFLUSSO DELLA SCIENZA SULL’ARTE PUÒ ESERCITARSI TANTO DAL LATO DEL CONCETTO CHE DELLA FORMA”.

“…Quella però tra le ramificazioni dell’umana sapienza, che più s’addice alla pittura ed alla scoltura, le due arti figurative, è l’Anato­mia, e proprio quella parte de’ suoi vasti domini, che pren­dendo a considerare le proporzioni e le forme esterne del corpo umano in correlazione coll’interna struttura, deve necessariamente a quelle due arti venire applicata.

Costituisce allora una nuova tempera di anatomia, che se, dall’un lato, schiva certe minute indagini sull’ intima te­stura delle parti del corpo umano, né si profonda con sot­tili industrie, co’ microscopi, co’ mezzi chimici, con alcuni più o meno ingegnosi esperimenti, ne’ secreti recessi delle assimilazioni del senso del molo, dell’istinto, dell’intel­letto, in una parola della vita, entra dall’altro canto in tan­ta moltitudine di particolarità e di ragguagli per rispetto alle forme esteriori, in corrispondenza alle sottoposte par­ti, e agli impulsi che a queste addivengono da’centrali or­gani, per cui si modificano le forme stesse, che ne riesce una scienza indipendente, una scienza per sé alquanto estesa e rilevantissima.

Lo scheletro vestito de’ suoi muscoli, e questi e quello coperti dagli integumenti, e serpeggiati dalle vene, e dalle sottili reti vascolari periferiche, bastano a prima giunta a dar ragione, nello stato di quiete, di tutte le forme este­riori del corpo umano. I vari atteggiamenti poi e i moti, di cui sono suscettibili i pezzi articolati dello scheletro, l’azione correlativa de’ loro muscoli, e le mutabili condi­zioni nel corso del sangue entro le vene superficiali e le reti vascolari sopra mentovate, spiegano gl’innumerevoli cangiamenti che, durante lo esercizio e le vicessitudini della vita, in quelle forme si appalesano.

Dissi gl’innume­revoli cangiamenti; conciossiachè consiste in questi la conversione dirò così dell’uomo interno al di fuori, la manifestazione di se medesimo, l’espressione di ogni atto del suo pensiero, delle sue affezioni, delle sue passioni, e la effettuazione di tutti questi atti mediante i corrispon­denti movimenti suscitati e diretti ora dall’istinto, ora dalla volontà, ora dal concorso simultaneo dell’uno e dell’altra.

Ci apparirebbero così, in poche note, compendiate e formulate tutte le attribuzioni dell’artistica anatomia. Sono però assai lunghe dallo avervele appena adombrate, e portatavene così in iscorcio la idea: locchè evidente­mente risulterà dallo esame che, a parte a parte, verrò istituendo sopra ciascheduno degli accennati elementi, e di quelli che ci è uopo a’ medesimi aggiungere. …”

(Dr. Michelangelo Asson – Professore di Anatomia Artistica dell’ I. R. Accademia di Belle Arti in Venezia – 1864)